Magari parto. Diario di bordo per gestanti e neomamme – Flavia Rampichini

La cosa più bella che vedo al mattino:

la testa di mio figlio poggiata sul cuscino

e il viso di suo padre vicino e addormentato.

Loro non lo sanno che il giorno è già iniziato.

 

Quando stai per diventare mamma, che tu sia un’appassionata lettrice o meno, sentirai l’esigenza di fiondarti in libreria e cercare “IL LIBRO DELLE RISPOSTE”. Ecco, entrata in libreria, scoprirai che non esiste! La prima volta che lo feci ne uscii molto confusa e insoddisfatta, non volevo sentire parlare di teorie, di visite di routine e rischi. Per quello bastavano ed avanzavano le mie stupide ricerche sui siti internet, quelle ricerche che alimentano solo ansie e paure. Per me non era il momento adatto per affrontare tutto questo nei momenti di relax, a casa, davanti ad un libro. Mi sono chiesta cosa cercassi davvero. Cercavo un libro che, nonostante la mia professione, mi desse dei consigli pratici su come affrontare, non tanto il percorso gestazionale, quanto il momento della nascita ed i primi mesi. Cercavo delle esperienze concrete. Così mi sono imbattuta in questo libro, semplice, leggero, poco tecnico ma concreto. Eva scopre di essere incinta e, come ci dice l’autrice, comincia un viaggio verso l’ignoto. Un viaggio fatto di nausee, tempi scanditi da settimane e non più da mesi, nuove abitudini alimentari, notti insonni, la pipì ogni secondo, i primi calcetti, la lacrima facile, la paura del parto. Dopodichè si ripercorre la nascita del piccolo Guido, la nuova vita in tre, l’emozione e la paura nel tenerlo in braccio, il non sapere cosa fare quando piange ed il perchè, la fatica dell’allattamento che richiede molta pazienza, le prime colichette, la nota dolente dell’inserimento al nido per permettere ad Eva, controvoglia, di rientrare a lavoro. Tutto viene vissuto con naturalezza nonostante le incertezze, nonostante non ci sia un vero manuale che ti possa mai dire come comportarti, cosa è meglio o giusto fare. Alla fine arrivi alla conclusione che puoi solo limitarti ad ascoltare le esperienze degli altri, farti consigliare ( quando TU lo ritieni opportuno), lasciarti scivolare addosso commenti e consigli non richiesti. Ogni gravidanza è a sè, ogni bimbo è unico. Non si nasce mamma, non si nasce papà, non serve essere educatori di professione, non c’è un libretto di istruzioni. Solo l’amore, il buon senso e l’esperienza vissuta quotidianamente sapranno guidarti. Questo è quello che, in fin dei conti, ho colto in questo libro che tratta tutto questo in maniera semplice arrivando al lettore con facilità e leggerezza. E’ quello che dico a me stessa e che suggerisco a chi si trova a vivere questo meraviglioso momento della propria vita. 

Lettura consigliata!

A presto,

Martina

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E’ un giorno bellissimo – Amabile Giusti

«Di scoprire la verità. Di essere te stessa. Di mandare affanculo le favole. Di smetterla di girare intorno alla vita e di cominciare a entrarci dentro. Le cose che succedono non devono per forza essere disgrazie: possono anche essere utilissimi calci in culo per iniziare una buona volta a vivere davvero. Io credo che non ci capiti mai nulla che non siamo in grado di sopportare. Magari non lo comprendi subito, sulle prime ti sembra di essere vittima della sfiga più stronza dell’universo, ma a un tratto ti rendi conto che tutto ha un senso: la tua storia voleva solo portarti su una certa strada e, siccome non capivi, è stato necessario uno spintone.»
Grace Gilmore, bionda diciottenne di buona famiglia, vive in un mosaico di cristallo in cui ogni tessera ha il suo posto preciso: i suoi genitori sono belli, ricchi e affettuosi, le porte dell’università di Yale si apriranno subito dopo l’estate, e un principe azzurro di nome Cedric è il fidanzato pronto a sposarla. Eppure bastano una sola notte e tre colpi bassi del destino a farle mettere in discussione tutto quel mondo.
Con i cocci delle sue illusioni in uno zainetto e i frantumi della sua vecchia vita nel cuore, Grace si ribella al suo futuro perfetto, scelto da chiunque tranne che da lei. Si lancia così in un inatteso e spontaneo road trip in giro per gli States, decisa per una volta a seguire il suo istinto e i suoi sogni.
A New York conosce il bellissimo Channing: metà latino e metà asiatico, capelli di seta e fisico mozzafiato, irriverente ma gentile. È lui il fulmine dagli occhi blu che squarcia il cielo grigio nel cuore di Grace. Dalla Pennsylvania all’Ohio, dal Kentucky all’Illinois, fino al tour sulla mitica Route 66, il destino sembra deciso a far intrecciare le strade dei due giovani. E mentre Grace imparerà a conoscere sentimenti nuovi ed emozioni autentiche – così lontane dalla sua vecchia vita –, Channing dovrà fare i conti con un tragico segreto che potrebbe spezzare il sogno di un giorno bellissimo.
R e c e n s i o n e
Acquistato con Prime Reading e letto in due giorni tramite app di Kindle sul pc! E ho detto tutto! E’ stata davvero una lettura interessante, leggera ed adatta al periodo estivo nel quale mi ci sono dedicata. Nulla di impegnativo eh, ma davvero carino. Più che sulla trama mi vorrei concentrare sul messaggio destinato al lettore. Non esiste un vita perfetta, non esiste gente perfetta, non si può vivere in un castello dorato che non esiste. Ci si può illudere di vivere o di poter raggiungere la perfezione ma in realtà non è mai così e prima o poi ci si scontra con la verità e, di solito, questo avviene in maniera forte, intensa e ci fa perdere l’equilibrio. Tutto, però, ha sempre un senso. Questo è quello che succede a Grace. Channing, invece, dovrà fare i conti con il suo cuore, letteralmente ed in ogni senso. Vive senza freni, senza legami, non ha bisogno di nessuno ma mente spudoratamente a se stesso, non si prende cura di sè, scappa ma non potrà farlo per sempre.
Sono sicura che leggerò altro di Amabile Giusti, mi sa che ne vale la pena.
Non vi svelo altro, e, come sempre, evito di dilungarmi. Mi piace incuriosirvi ma mai troppo! 🙂
A presto,
Martina

Andiamo a vedere il giorno – Sara Rattaro

Capire qualcuno è molto più difficile che amarlo

Alice è stata una figlia modello e una perfetta sorella maggiore, quella che in famiglia cercava di tenere insieme tutti i pezzi mentre il padre stava per abbandonarli, quella che per prima ha trovato il modo di comunicare con il fratellino, nato privo di udito, e di farlo sentire «normale». Ha pensato agli altri prima che a se stessa, ha seguito le regole prima che il cuore e adesso, di fronte a una passione che ha scardinato tutti i suoi schemi e le sue certezze, si ritrova a mentire, tradire, fuggire. Ma sua madre, Sandra, non ha alcuna intenzione di lasciarla sola. Su quel volo per Parigi c’è anche lei, e insieme iniziano un viaggio che è un guardarsi negli occhi e affrontare tutti i non detti, a partire da quel vuoto che ha rischiato di inghiottire la loro famiglia tanti anni prima. Alice si illude che, ritrovando la persona che si era insinuata nelle crepe della loro fragilità, possa dare una risposta a tutti i perché che si porta dentro, magari capire ciò che sta accadendo a lei ora, vendicare il passato e punire se stessa. Le occorreranno chilometri e scoperte inattese, tuttavia, per comprendere che non è da quella ricerca che può trovare conforto. Perché una sola è la verità: la perfezione non esiste, solo l’amore conta, solo l’amore resta. E la sua famiglia, così complicata, così imperfetta, saprà dimostrarle ancora una volta il suo senso più profondo: essere presente, sempre e a ogni costo. Per continuare insieme il cammino, qualunque sia la destinazione.

R e c e n s i o n e 

Ed eccomi qui, dopo un lungo, lunghissimo periodo di latitanza. Quest’oggi vi parlo dell’ultimo romanzo di Sara Rattaro, “Andiamo a vedere il giorno”. Qui ritornano vecchi personaggi, a me cari, di “Non volare via”: Alberto, Sandra, Alice e Matteo. E’ una famiglia “normale” che affronta piccole e grandi difficoltà e, quindi, anche stavolta Sara ci parla di storie di vita quotidiana capaci di farci entrare nel romanzo dalla porta principale con forte empatia. Stavolta il romanzo non è incentrato su Matteo e la sua lotta all’indipendenza, poichè è un traguardo sempre più vicino e raggiungibile con la sua forza d’animo, ormai è un uomo! Adesso si parla di Alice, l’abbiamo conosciuta come una ragazza determinata ed una figlia forte nei momenti familiari di sconforto. In fondo è sempre la stessa ma la sua fragilità è evidente, prende decisioni con leggerezza, o forse non è capace di prenderle. E’ cosi enigmatica, agisce di impulso, prova senso di colpa per i suoi errori e per quelli del padre, prova a mettersi nei suoi panni e in quelli della madre, ha paura di deludere tutti e se stessa. Sandra per lei sarà un punto di riferimento fondamentale, il loro legame è viscerale come pochi tra madre e figlia. Sandra le insegna che colpevolizzarsi per i proprio errori e per le proprie debolezze a poco serve, giudicare e giudicarsi non fa che complicare una situazione che potrebbe essere più semplice di quello che appare. Le insegna che, nella vita, si fanno scelte che dall’esterno potrebbero sembrare sbagliate ma che in fondo sono le uniche che ci fanno stare bene con noi stessi.

Sara utilizza sempre uno stile molto semplice, scorrevole ma dal carattere forte ed intenso ed è per questo che non mi stancherò mai di leggere ciò che scrive. Arriva dritta al dunque senza dilungarsi mai troppo. Ho adorato l’ambientazione, i colpi di scena che lasciano con il fiato sospeso e le emozioni che riesce sempre a provocare in me. Apro i suoi libri e mi sento a casa, chiudo fuori il mondo e terminarli è sempre un dispiacere. Soprattutto se in un pomeriggio riesco a finirli!

Anche stavolta vi consiglio la lettura di questo romanzo perchè sono sicura che non ve ne pentirete!

A presto,

Martina

Saper amare – Nino Salvaneschi

Talvolta una parola supera un gesto e un silenzio cento discorsi. Spesso chi sa amare meglio può tacere di più. E chi può amare di più sa attendere meglio. 

Questo volume, da amante dei libri antichi – ingialliti – vissuti, mi chiamava a gran voce dal suo anonimo posticino su uno scaffale di una libreria palermitana. L’ho preso senza pensarci un secondo! In più vogliamo metterci che sono anche una romanticona?!

La prima edizione risale al lontano maggio del 1939 ed è il primo libro di un trittico. Non voglio rassegnarmi al fatto che non troverò gli altri due volumi, a meno che io sia baciata per la seconda volta da una fortuna incredibile. Non è semplice trovare libri del genere in giro, nemmeno nei mercatini dell’usato, e a soli tre euro.

Ma veniamo dritti al dunque e a quello che scrive il caro Nino in questo libro. Si reputa una persona che ha amato, sofferto e dubitato prima di poter comprendere cosa sia l’amore, il dolore e la fede. Riunisce, in questo volumetto, i suoi stati d’animo, impressioni emotive, dialoghi con sè stesso, colloqui con il cuore, con l’anima e la coscienza. Si rivolge chiaramente al lettore come fosse un suo amico, un confidente, un fratello, per raccontare ciò che ha imparato sulla sua pelle. Si parte da considerazioni sulla vita, su quanto sia fondamentale svegliarsi ogni mattina ed avere qualcosa di buono da fare e dare e proseguire senza farsi scoraggiare, di rimanere sé stessi senza mai tradirsi, di non lasciarsi investire dagli avvenimenti, e parla di tutto questo non in maniera semplicistica ma chiarisce il fatto che è necessario passare attraverso il dolore o guardarsi dentro e sottolinea che non è mai facile. Questo, a mio parere, distingue le citazioni dalle lezioni di vita. E poi, Nino, parla tanto di amore, degli incontri marcati dal caso, di anime che si riconoscono. Ma che significa saper amare? Chi di noi può dire di essere sicuro di saper amare nel modo giusto? Semmai ne esistesse uno.

Saper amare vuol dire essere curioso di te e delle cose che ignori ancora; interessarmi alla tua vita di tutti i giorni e di ogni ora, alle simpatie che ti attraggono, ai lavori che ti occupano. E così gioire nel guardarti vivere. Saper amare vuol dire cercarti nelle realtà visibili e trovarti in quelle invisibili, scoprendo virtù e difetti del tuo carattere. E così aiutarti a formare la tua personalità, presentandoti di volta in volta al tuo cuore, alla tua anima, alla tua coscienza. Saper amare vuol dire comprendere, proteggere, perdonare. È così accompagnarti, precederti, seguirti senza lasciarti avvertire il mio passo, senza farti pesare la mia mano, in modo che io rimanga all’ombra e tu cammini nella luce.

Non mi dilungo oltre, non spoilero altro. Su Amazon ed Ebay potrebbe esserci qualcosa ma il prezzo è certamente proporzionato anche alla sua rarità, inoltre non so se fidarmi delle descrizioni del prodotto essendo, certamente, un libro, per così dire, piuttosto “anziano”. Potrei rischiare!

A presto,

Martina Campisi

 

Una donna spezzata – Simone De Beavior

Monique ha sempre creduto nel suo matrimonio. Soprattutto, ha sempre creduto nel suo ruolo di moglie: muoversi sicura per casa, gestire la vita familiare, provvedere agli altri con la certezza di essere necessaria. Ma è bastata una frase di Maurice: “C’è una donna”. E se Monique è tradita dal marito, la madre di Philippe lo è dal figlio, che al progressismo materno preferisce lo spirito pratico e conservatore della moglie. Murielle, invece, non ha né mariti né figli con cui scontrarsi: due matrimoni finiti male e il suicidio della figlia la condannano a una solitudine che la rende cruda e volgare, astiosa verso il mondo e verso un Dio che forse non c’è. Tre racconti, tre donne, tre crisi.

Simone, madre del femminismo, non ha bisogno di molte presentazioni. E nemmeno questa pietra miliare del femminismo scritta nella seconda metà del Novecento. Mi sono resa conto di quanto questo libro si ancora attuale, di quanto sia importante amare ma prima di tutto se stesse. Che l’amore non diventi mai dipendenza e che non ci si senta mai la metà di una mela. Quando siamo adolescenti non riusciamo a capire tutto questo, nelle prime storie d’amore si confonde l’amore con la dipendenza affettiva, è necessario avere qualcuno accanto per entrare nel mondo degli adulti, perchè è così che gli adulti si realizzano. Poi si cresce. Qualcuno rimane ancorato a questa concezione, qualcun altro, nella propria solitudine o con una persona matura accanto, interiorizza che l’unica cosa a cui non possiamo rinunciare è l’indipendenza. Le persone a noi care sono quel quid in più per vivere meglio e più felici. Nessuna donna ha bisogno di un uomo per essere completa perchè lo è già in se stessa, non ha bisogno dell’approvazione di un uomo per sentirsi bella, non ha bisogno di stare chiusa in casa per sentirsi una buona madre, non ha bisogno di un uomo che la mantenga perchè è in grado di essere indipendente economicamente, primo passo per la libertà di ognuno. Le donne di questo racconto sono fortemente dipendenti dal marito, dagli amici e dalle persone care in generale, si preoccupano delle aspettative degli altri o di cosa possono pensare, non si rendono conto che servono su un piatto d’argento il modo di poterle sottomettere e relegare ad una condizione marginale, perchè la cosa più importante è NON FARE SCENATE! Tutto questo mi mette parecchia tristezza, mi piacerebbe che le sue parole arrivassero a quelle donne che non hanno ancora imparato che il centro del loro mondo non è un uomo. Che si può sempre trovare il modo di reinventarsi!

Bello bello bello!

A presto,

Martina

 

Uomini che restano – Sara Rattaro

È difficile scrostare la superficie della nostra vita per arrivare a guardarci dentro.

Ultimamente, so bene, vi ho parlato tantissimo dei libri di Sara perchè è stato amore a prima lettura e adesso mi manca da acquistare soltanto “Niente è come te”. Questo è accaduto perchè leggo per me e recensisco per dire la mia ed aiutare i lettori nella loro scelta, non vado necessariamente alla ricerca delle ultime uscite.

Sara Rattaro ha la capacità di farti viaggiare dentro le tue emozioni e, non importa se il tema trattato ti tocchi da vicino o meno, riesci sempre ad essere empatica, ad amare e soffrire con i personaggi, immagini la loro vita o addirittura potresti sentirti un amico dei protagonisti.

Questa è la storia di due donne, Fosca e Valeria,  che, senza conoscere l’una il vissuto dell’altra, si “riconoscono” sul tetto di un palazzo in cui si sono rifugiate per mettere in stand-by problemi e pensieri. In poco tempo si crea una connessione emotiva e mentale perchè riescono, nell’ardua impresa, ad uscire dai loro panni ed indossare quelli dell’altra. Non è affatto semplice dal momento che siamo sempre troppo presi dai nostri problemi, siamo sempre e solo noi al centro di tutto e pensiamo che nessuno possa capirci o che possa avere anche dei fardelli più pesanti dei nostri pur non lamentandosi continuamente. Eppure sono fardelli che ci cambiano e che ci segnano nel nostro percorso di vita. Fosca sarà costretta ad accettare i dieci lunghi anni di menzogne che le ha raccontato il marito e che lui ha raccontato a sè stesso per timore di guardarsi dentro. Valeria affronterà una malattia senza l’appoggio del marito che, aveva giurato davanti a Dio, di sostenerla nella buona e nella cattiva sorte. Entrambe si trovano faccia a faccia con una fine, un addio che non è fine a sè stesso. Non è morte di nulla ma occasione per ricominciare da sè, per amarsi davvero. E’ l’imprevedibilità e l’imperfezione della vita che la rende tale perchè mai nulla rimane uguale nel tempo. Anche stavolta, Sara, ci parla di vita vera e per questo trova la chiave per entrare nel cuore del lettore. Sono le cose che non ci aspettiamo che alla fine accadono e che ci cambiano. Il focus del romanzo è la riconquista di sè e la speranza, il dovere di accettarsi e di comprendere che non tutti se ne vanno anche se restare non è da tutti! Con gli occhi lucidi ho portato avanti questa lettura intensa ed emozionante perchè, alla fine, c’è sempre chi ti sceglie facendosi carico di tutto, del bello e del brutto.

A presto,

Martina

 

La ragazza del treno – Paula Hawkins

Ho appoggiato la testa al finestrino e vedo sfilare il retro degli edifici, come se fosse il piano sequenza di un film. E’ una prospettiva unica, ignota persino agli stessi abitanti di quelle case. (…) Ho l’opportunità di sbirciare nella vita di quegli sconosciuti. C’è un che di rassicurante nel vederli sani e salvi tra le mura domestiche.

Rachel è una donna che non ha voglia e coraggio di guardarsi dentro perchè questo comporta il dovere di affrontare il presente con tutte le sue difficoltà. Tutto ciò la porta ad osservare, nei suoi quotidiani viaggi a Londra, le vite degli altri. Fantastica, immagina, ipnotizzata dai dettagli. La sua attenta osservazione le fa vedere ciò che, forse, non avrebbe dovuto. Nella ricerca di una spiegazione a ciò che ha visto si trova costretta ad andare a fondo e scavare dolorosamente nei suoi ricordi. Emergono, così, le sue ossessioni, paure, fragilità e delusioni che l’hanno portata ad abbandonarsi completamente come donna e come moglie cedendo al vizio dell’alcool. Rachel rimane sola, non ha più nulla per cui valga la pena lottare, ha perso tutto. La descrizione psicologica dei personaggi è molto precisa e dettagliata, i loro punti di vista avvalorano una volta un pensiero, altre volte un altro confondendo il lettore finchè si arriva ad una evidente verità, cruda e dolorosa. Totalmente scioccante.

Ho apprezzato tantissimo il modo incalzante di condurre la narrazione, un modo che mi ha trasmesso angoscia perchè il dolore di Rachel è vivido e allo stesso tempo silente. Mi ha messo tanta tristezza perchè di storie così ne sento anche troppe nei tg e quindi nella vita reale. Inoltre il messaggio che Paula vuole inviare al lettore arriva forte e chiaro: niente è mai come sembra, l’apparenza inganna sempre e la perfezione non esiste. Faremmo bene ad evitare di giudicare le persone e la loro vita solo dalla copertina, solo da quello che loro ci permettono di vedere. C’è sempre molto altro.

Davvero una bella lettura, coinvolgente ed intrigante!

A presto,

Martina

Non volare via – Sara Rattaro

Non è quello che accade a essere importante ma quello che sarai in grado di fare dopo e quanto questo ti sarà utile per diventare grande, perché ogni tua più solida sicurezza ha trovato sempre inizio da un dolore, una mancanza o un brutale errore

Quando mi metto in testa una cosa, quella deve essere! Ho sempre detto che avrei voluto leggere tutti i romanzi di Sara ed è quello che sto facendo piano piano. Per me è assolutamente una garanzia, una certezza di trascorrere delle ore di lettura piacevolissime, intense ed emozionanti. Anche “Non volare via” affronta un tema abbastanza delicato, quello della disabilità. Alberto e Sandra hanno due figli, Alice e Matteo. Matteo è un bambino audioleso. L’intera famiglia trova in lui il suo fulcro a partire dal giorno della diagnosi. Sandra e Alice non si danno per vinte, credono che Matteo, con il giusto supporto, possa trascorrere una vita più normale possibile. Imparano il linguaggio dei segni, lo accompagnano nelle lunghe sedute dal logopedista ed in particolare Alice trascorre moltissimo tempo con il fratellino cercando di aiutarlo a trovare la sua modalità di espressione, gli insegna moltissime cose tra cui il gioco degli scacchi di cui diventerà bravissimo riuscendo a sfruttare la concentrazione che gli permette soltanto il silenzio. Alberto, per quanto ci provi, non riesce ad accettare il peso della situazione all’interno di un matrimonio già abbastanza debole infatti trova sollievo solo tra le braccia del suo primo amore, quello adolescenziale che non ha mai dimenticato, Camilla.

Dopo anni di lettura ti ritrovi inevitabilmente a non sorbire le vicende che costituiscono la trama cosi come sono perchè con assoluta naturalezza arrivi a fare un identikit preciso delle personalità dei personaggi e ti chiedi il motivo dei loro comportamenti ed è quello che mi piace sottolineare nelle mie recensioni. Sandra è una donna che si annulla completamente per amore del figlio e non la biasimo neanche, anzi la comprendo perfettamente ma questo le ha impedito di prendersi cura di sè come persona e del suo matrimonio e questo accade spesso quando arriva un figlio in famiglia, a maggior ragione se diversamente abile. Alberto mente a sè stesso dal momento in cui decide di legarsi a Sandra poichè sa benissimo di avere nel cuore da sempre un’altra donna ma porta avanti questo matrimonio perchè in fondo ama Sandra a suo modo e adora i suoi figli. Ma queste incerte basi non gli permettono di far fronte alla disabilità di Matteo. Camilla, partita giovanissima per rincorrere il sogno di diventare una famosa ballerina, lascia Alberto molti anni addietro non curandosi dei suoi sentimenti. Adesso il suo desiderio è riprenderselo perchè non le rimane più nulla.

Non vi dico altro ma vi invito a leggere questo romanzo se non l’avete ancora fatto perchè ne vale assolutamente la pena, perchè Sara sa sempre come toccarvi il cuore con delicatezza.

A presto,

Martina

Ho voglia di innamorarmi – Cassandra Rocca

«Ci pensi?», chiese Heaven, piano, gli occhi puntati al cielo. «Ogni anno migliaia di persone stanno con il naso all’insù e gli occhi pieni di meraviglia a esprimere desideri ai detriti di una cometa. Mesi e mesi a sperare di vedere le stelle cadenti per poi scoprire che sono solo spazzatura, gli scarti di qualcosa di molto più bello».

«Non sono i suoi scarti, fanno parte di lei», ribatté David. «Ed è questo che intendevo prima: ogni cosa è speciale, a modo suo. Una cometa è senz’altro una cosa meravigliosa, ma noi ogni anno stiamo con il naso in su ad aspettare la sua polvere. E ogni volta che ne vediamo un granello ci sembra di aver visto qualcosa di magico».

 «Se vogliamo vederla in quest’ottica, siamo tutti stelle cadenti: piccole parti di qualcosa di più grande, ma comunque degni di essere visti». Commossa, Heaven ruotò il palmo della mano per intrecciare le dita a quelle di David, che ricambiò la stretta con forza.  

Nei miei programmi c’era quello di recensirvi questo romanzo prima di San Valentino perchè mi sembrava il momento perfetto per poter parlare di questo romanzo d’amore ma purtroppo non ci sono riuscita.

Da quando ha lasciato casa e famiglia per trasferirsi a Los Angeles, Heaven Taylor ha un solo desiderio: trovare la propria strada e sentirsi una donna e soprattutto una giornalista realizzata. Ma la concorrenza è agguerrita e non è facile tenersi il posto neppure in un giornale di gossip. Per riuscirci dovrà ottenere lo scoop del momento. Decisa a farcela, Heaven si mette sulle tracce dei due a bordo di uno yacht, incurante delle nefaste previsioni del tempo che annunciano una terribile tempesta in arrivo proprio da quelle parti. Dopo varie peripezie, e proprio mentre sembra aver ottenuto le foto tanto agognate, il fortunale si abbatte sulla costa e la povera Heaven cade nell’oceano, vanificando i suoi sogni di gloria e trovandosi a rischio di vita. A salvarla da annegamento certo è David Cooper, che sopraggiunge su una barca bianca come un principe sul suo baldo destriero.

E’ una favola d’amore che non comincia esattamente così, Heaven e David si sono incontrati per la prima volta 4 anni addietro in un locale. Lei, molto carina ma anche molto frenata per paura di deludere il padre, è paranoica e timorosa. David è uno spirito libero, ha sofferto per amore e adesso si nasconde in un finto cinismo. Il loro rapportarsi non è facile per queste differenze caratteriali e saranno vittime di inganni e incomprensioni, proprio per questo trascorreranno 4 anni senza avere notizie l’uno dell’altra. Lui continua ad essere freddo e cinico, lei, invece trova il coraggio di inseguire i suoi sogni e di allontanarsi da certi stereotipi inculcatele dal padre. Le loro strade si incrociano nuovamente e adesso sta a loro decidere cos’è davvero importante. Provare a fidarsi o vivere di paure?

E’ un romanzo scorrevolissimo, si rimane attaccate al libro finchè non si finisce. Sarà che io sono molto romantica. Mi piace abbandonarmi a questo genere dopo aver letto dei libri importanti o pesanti per svariati motivi 🙂  Beh, se siete delle romanticone non potete che leggerlo!

A presto,

Martina

Sulla sedia sbagliata – Sara Rattaro

“Dietro un cuore colpevole ce n’è sempre almeno un altro che di quella colpa si trascina dietro la vergogna”.

Come vi dicevo, tra novembre e dicembre ho attraversato un periodo di “blocco del lettore” per mancanza di tempo e voglia di leggere viste le letture non entusiasmanti a cui mi sono dedicata. Poi ho iniziato a dare una scossa a gennaio scegliendo delle letture che sicuramente mi avrebbero soddisfatta. Tra queste c’è “Sulla sedia sbagliata” di Sara Rattaro. Chi mi segue da tempo conosce la mia profonda ammirazione nei suoi confronti, riesce sempre a prendermi emotivamente e trascinarmi nei suoi romanzi. E’ il quarto che leggo e anche stavolta mi ha lasciata senza parole. Anche qui si affronta un tema molto, molto delicato. C’è una vittima, un carnefice, la madre della vittima, quella del carnefice ed un efferato omicidio che è stato compiuto. Uno di quelli che, purtroppo, sentiamo ormai quotidianamente nei tg. Sono convinta che quando si diventa madre l’augurio più grande è quello di veder crescere i propri figli felicemente, fare tutto il possibile per educarli al meglio, crescere dei figli di cui poter essere orgogliosi. Se questi saranno devianti,  però, ci si interroga sulla propria capacità genitoriale. Ci si chiede quale distrazione o errore ci sia stato perchè si arrivasse a qualcosa di irrimediabile. Sara viviseziona i sentimenti, le emozioni, i gesti delle due madri che soffrono indipendentemente dalla loro posizione, sia da vittime che da carnefici. Francesca e Teresa. Due madri che in tribunale siedono su una sedia scomoda e stretta, in cui le loro sofferenze si intrecciano. La linea di separazione è davvero molto, molto, molto sottile per quanto possa essere difficile pensarlo, si , perchè si pensa che solo le famiglie vittime abbiano il diritto di soffrire di più. Ma chi pensa davvero a quelle famiglie costrette ad accettare che il proprio figlio è un assassino?!

Il focus è proprio l’amore incondizionato delle madri in quanto tali, delle responsabilità di cui si fanno carico nel bene e, soprattuto, nel male. Lo stile di Sara è sempre inconfondibile, è delicato anche nella descrizione della crudeltà, non è mai smielato, arriva dritto al cuore.

A presto,

Martina