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Milioni di libri – Recensioni

*Tu leggi, leggi ogni volta che puoi, ti salverà! *

Mese

gennaio 2017

Fai bei sogni – Massimo Gramellini

Avevo bisogno di una salita e invece ho preso una scorciatoia.
Ho cercato di cambiare la mia vita senza cambiare me.

Un bambino di nove anni è piccolo ma non abbastanza per dimenticare la morte della mamma e porta dentro di sé un bagaglio pieno di domande e di perché. Perché proprio lei? Perché è capitato a me? Perché mi ha abbandonato? Ingenuamente tenta di poter sostituire la sua mamma con altre donne, donne che possono dargli affetto e calore proprio come lei. Ma questo non accade. Crescendo, i suoi dubbi, il dolore, la mancanza, non vanno via e non vengono colmati anzi lo portano a fare delle scelte sbagliate, di comodo, in cui non si rischia nulla ma non si ottiene nulla allo stesso tempo. Sempre al punto di partenza e con gli stessi “mostri” interiori. Nei suoi pensieri vi è la perenne non-accettazione della realtà, vi è una corazza di cinismo che circonda il suo cuore, vi è la paura di non essere mai felice per davvero. Non sa come fare a perdonare. Il finale per me è stato un colpo di scena in quanto ho scelto questo libro a scatola chiusa. Spesso e volutamente ignoro la trama perché ancora prima mi colpisce il titolo o la copertina e allora faccio sì che possa rimanere intatto quel colpo di fulmine. A volte va bene, a volte va male. Stavolta è stato amore. Sono rimasta spiazzata e commossa, forse anche un pò arrabbiata proprio come il protagonista del romanzo. Una storia toccante, dal carattere introspettivo in cui troviamo il significato di amore, amicizia, maturità e la capacità di accettare tutto ciò che la vita ci pone di fronte. Il messaggio è proprio questo, soffermarsi sul lato positivo di ogni situazione, andare oltre, non fossilizzarsi, non eclissarsi, perdonare il male ed il passato per costruire un vero presente. Capire che c’è sempre una ragione per tutto.

Io ringrazio Massimo per essere arrivato al mio cuore in punta di piedi e poi intensamente, per avermi ricordato che amo leggere perché mi smuove le emozioni ed è per questo che trovo ogni giorno un momento per dedicarmici. Un libro può farti ridere, piangere, può farti sentire semplicemente vivo. Lo apri e trovi un MONDO.

Ne approfitto per consigliarvi anche “L’ultima riga delle favole” e “Cuori allo specchio”.

A presto,

Martina

 

Amicizia – Hermann Hesse

“Intuiva che il suo conoscente aveva una natura diversa dalla sua, e che un’amicizia con lui poteva basarsi non su un avvicinamento e una fusione, ma soltanto sul fatto che ciascuno dei due, consapevole della propria indole individuale, si accostasse all’altro liberamente e gli riconoscesse i suoi diritti.”

T r a m a  &  R e c e n s i o n e

Hermann Hesse ci racconta la storia d’amicizia di due giovani studenti tedeschi : Hans ed Erwin. I due hanno dei caratteri opposti ma tutto va bene fino al giorno in cui Hans decide di lasciare l’associazione in cui erano entrati insieme tempo prima e si aspetta che anche Erwin prenda la stessa decisione. Il momento della rottura giunge quando Hans acquisisce la consapevolezza che l’amico, timido ed insicuro, è da sempre stato succube della sua forza e della sua personalità forte lontana dagli schemi. Allontanandosi capiranno che il loro rapporto era immaturo e che l’amicizia adolescenziale è destinata necessariamente a maturare altrimenti si interrompe.

Da una parte ho avuto delle piccole difficoltà nella lettura che, benché molto breve, ho trovato un pò piatta e molti dettagli vengono dati per scontati. D’altro canto ho apprezzato tanto il significato di quest’opera : essere amici non significa amare e fare le stesse cose, essere il leader dell’altro che passivamente segue il più forte, non è prendere una decisione per due né tantomeno si può andare alla ricerca di un rapporto esclusivo perchè altrimenti non si cresce, non si cambia, non si fanno esperienze. Nell’amicizia adolescenziale spesso ci leghiamo, non solo a chi ci somiglia, anche a chi è come vorremmo essere o comunque si cerca con l’altro di colmare una nostra mancanza e questo fa sì che ci sentiamo sopraffatti da questo legame cosi totalizzante che ci fa perdere di vista la nostra identità. Crescendo si impara che un rapporto del genere è infantile e che invece di sentirci colmati o una copia dell’altro dovremmo pensare a sentirci semplicemente accolti e capiti. Nell’amicizia basta sapere che l’altro c’è, accettarlo cosi com’è e sopratutto un ingrediente essenziale è la RECIPROCITA’! Hesse ed io stiamo parlando d’amicizia in questo momento ma credo che questo discorso valga in generale in qualsiasi rapporto, anche d’amore ad esempio. Per cui ho apprezzato tanto il messaggio ed per questo che ad ogni modo mi va di consigliarne la lettura 🙂

A presto

Martina

 

Il mio migliore amico – Fabio Angelino

Non riempire i tuoi vuoti con qualsiasi persona. Circondati solamente di chi ti ama davvero. E se ti senti solo, non accettare qualsiasi compagnia, non cadere in balia di stupidi compromessi. Piuttosto soffri la solitudine, ne uscirai più forte e sarà più facile capire chi sono le persone che meritano di starti accanto. 

T r a m a  &  R e c e n s i o n e

Marco ha solamente undici anni e da qualche anno ha perso Samuele, il fratello maggiore, morto per un tragico incidente avvenuto in casa. Da quel momento la sua vita è stata stravolta. Il rapporto tra i genitori si è incrinato, non si amano più e rimangono insieme solamente per il suo bene. Sua madre è fredda, soffre di depressione, suo padre parla poco e rientra a casa sempre stanco dal lavoro.La sua vita cambia nuovamente quando sua madre viene assunta come cameriera in un ristorante del centro. I genitori decidono, nelle ore in cui sono impegnati a lavorare, di a darlo al nonno paterno, con il quale i rapporti non sono idilliaci. L’anziano uomo si affezionerà al nipote e, grazie anche alla passione per i libri che riuscirà a trasmettergli, tra i due nascerà una forte empatia, un rapporto sincero e intenso.

Per me è stata una lettura breve ma molto intensa dal punto di vista emotivo. Non è facile parlare di solitudine e di sofferenza senza cadere nell’ovvio. Queste due condizioni attraversano il romanzo e due generazioni opposte insieme al sentimento d’amore e quello dell’amicizia. Nonno e nipote riscoprono la bellezza del tempo trascorso insieme, la condivisione di una passione che è quella della lettura che non fa mai sentire soli, arricchisce l’animo. La storia è molto semplice ma non banale, lineare e ricca di riflessioni sui rapporti umani. Mi sento di consigliare questo piccolo libro per la sua capacità di trasmettere valori importanti nel modo più naturale possibile, senza periodi troppo complessi ed altisonanti. A volte il lettore cerca proprio questo, che il libro lasci qualcosa senza stare li a ragionare troppo. Unico appunto : avrei scelto un altro titolo. Lo trovo inadatto e non dà giustizia alla storia, d’altronde parliamo di un rapporto di parentela e a me non piace utilizzare la parola amicizia, ognuno ha un ruolo e tale deve sempre rimanere  pur essendoci di base un legame molto forte.

A presto,

Martina

L’eleganza del riccio- Muriel Barbery

Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando. È l’effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte.

T r a m a  &  R e c e n s i o n i

Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant… dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l’ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro, si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.

Le due protagoniste sono accumunate da questa esigenza di “nascondersi” e stare nell’ombra, passare inosservate è la loro specialità! Ciò non significa che non sentano bisogno di trovare qualcuno che, in questo mondo in cui tutto è esposto a bella vista, riesca a scorgere la loro anima, ciò che sono davvero nel profondo. Ho adorato i rimandi alla letteratura con Anna Karenina, alla filosofia e all’arte. Non si può certo dire che l’autrice non sia piuttosto colta. Ma riesce ad arrivare al lettore, nonostante i suddetti rimandi anche complessi, in modo semplice, con esempi che si rifanno alla vita quotidiana. Ogni pagina è una scoperta, soprattutto nei capitoletti con i “pensieri profondi” c’è sempre qualcosa su cui riflettere, come sulla caducità del tempo, sulla preziosità del silenzio per guardare dentro se stessi, sulle bellezze del mondo che vanno colte qui ed ora perché svaniscono in fretta, sulle menzogne che la gente si racconta quando dice che non crede più a nulla, sul timore nei confronti del domani perché non riusciamo a pensare e a costruire il nostro presente. Potrei continuare ancora e dilungarmi, mi basta, però, avervi suscitato una piccola curiosità se non lo avete ancora letto ( per i ritardatari come me : c’e sempre tempo!).

Non mi resta che guardare il film! 🙂

Martina

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