Insegnare ai bambini con empatia – Marshall Rosenberg

In questo libro, tratto da un convegno nazionale per educatori ed insegnanti Montessori, Marshall Rosenberg descrive il suo approccio progressista e radicale per un insegnamento focalizzato sulla connessione empatica. Marshall descrive il ruolo che il potere e la  punizione giocano nelle nostre scuole e stimola gli insegnanti e gli educatori a motivare gli studenti ad apprendere per contribuire alla vita.
La Comunicazione Nonviolenta vi aiuterà a:
* Valorizzare al massimo il potenziale individuale di tutti gli studenti.
* Migliorare la fiducia e la connessione nella vostra classe.
* Rafforzare l’interesse degli studenti allo studio.
* Migliorare il lavoro di gruppo, l’efficienza e la cooperazione in classe.
Marshall è un sostenitore di quello che chiama Linguaggio Giraffa o linguaggio del cuore poiché è l’unico che ci permette di motivare gli alunni facendo leva sul rispetto dei loro bisogni, dei loro sentimenti senza ricorrere alle punizioni che non aiutano a tirar fuori ciò che c’è di bello in loro perché vi è insita della violenza. Bisogna educarli a rispettare la bellezza che c’è in ognuno di loro, di non farsi condizionare dalle etichette, di preoccuparsi solo di ciò che si è veramente in un mondo che ci dice come dovremmo essere. Non siamo “dovrei”, siamo persone con un bagaglio pieno di sentimenti, bisogni di cui assumerci la responsabilità. Spesso nelle scuole troviamo un tipo di atteggiamento coercitivo che non ha nulla a che fare con il desiderio di imparare cose nuove, di arricchire la vita personale di ognuno, è diffusa la paura dell’insegnante, di prendere un cattivo voto e sentirsi giudicato o provare vergogna, si rincorre il buon voto per non deludere le aspettative. Vi lascio con una frase che mi ha colpito molto per la sua verità: PIÙ USIAMO PAROLE CHE IMPLICANO UNA CRITICA PIÙ È DIFFICILE PER LE PERSONE RIMANERE IN CONTATTO CON LA PROPRIA BELLEZZA INTERIORE.
Mi rispecchia tanto e interiorizzarla mi aiuterebbe a capire che sta a me non permettere a nessuno di etichettarmi 🙂

Martina

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