Quella vita che ci manca – Valentina D’urbano

Tu per me sei puro istinto, sopravvivenza. Tu sei il pezzo di vita che mi manca.

 

Siamo ancora qui, stesso contesto de “Il rumore dei tuoi passi”, la Fortezza, uno sfondo degradato in cui si dispiegano le vicende familiari della famiglia Smeraldo. E’ una famiglia degradata, segnata neò profondo dall’ambiente circostante. Letizia è una mamma con tanti sensi di colpa per il suo passato. Alan conosce come unica modalità di relazione l’aggressività per imporsi ma anche per nascondere la sua fragilità. Valentino ed Anna sono i più rassegnati alla miseria in cui vivono. Vadim, il più piccolo, è affetto da un ritardo mentale. E’ una famiglia molto unita ma Alan e Valentino, in particolare, sono legati da un rapporto di amore-odio che porterà ad una reciproca influenza piuttosto negativa. Valentino conoscerà l’amore, quello vero, quello che parte dalle viscere e che non ha spiegazioni ma si sa, l’amore non va d’accordo con le menzogne e lui pagherà il prezzo delle sue bugie. Alan si senti invincibile ma in relatà non sa come gestire le situazioni, non sa gestire la fine di un amore che diventerà odio, ne verrà risucchiato fino a commettere gesti sconsiderati. Valentina riesce ancora una volta a tenermi incollata alle sue pagine, a farmi emozione e commuovere, a farmi sentire il dolore dei suoi personaggi. Lo fa narrando i fatti nello loro crudezza, senza addolcire nulla, offrendo esattamente ciò che è nonostante questo possa apparire esageratamente forte al lettore che di norma non ha davvero la più pallida idea di cosa succeda in certi quartieri in cui non vige alcuna regola. In questo romanzo ci ho trovato illegalità, violenza, rassegnazione, disperazione, amore, unione, paura e coraggio. C’è chi non riesce, per debolezza, ad uscire da un contesto che ti butta giù e preferisce le scappatoie. C’è chi, ed è questo che mi va di sottolineare e che è molto evidente nel romanzo, capisce che deve avere di più, che può salvarsi, che si può ricominciare e vivere onestamente. Ognuno di noi è in diritto di andare alla ricerca di “quella vita che ci manca”. Beh, Valentina GRAZIE!

A presto,

Martina

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