Cerca

Milioni di libri – Recensioni

Tu leggi, leggi ogni volta che puoi, ti salverà!

Mese

ottobre 2017

La bellezza è per tutti- Marisa Bertani

Se, nella vita, vuoi trattenere ciò che hai, per paura del cambiamento, stai cercando un fiore che non appassisca mai.

Salve lettori! Questa sera vi parlo del libro di Marisa Bertani “La bellezza è per tutti”. Esso ha l’obiettivo di aiutarci a valorizzare la bellezza olistica come una possibilità per poter migliorare l’atteggiamento nei confronti della vita in quanto è importante sapere cosa accade nel nostro cervello nel momento in cui apprezziamo la bellezza nella sua globalità. Con la fotografia, la Bertani ci esprime il suo concetto estetico e ci aiuta, mediante degli esercizi guidati di visualizzazione immaginativa, a concentrarci sul nostro corpo ed ascoltarlo, a prendere consapevolezza del nostro respiro nel momento in cui, a causa dello stress a cui siamo sottoposti quotidianamente, ci troviamo di fronte ad un problema. Di norma tendiamo ad assillarci e perdiamo di vista la soluzione ma più in generale ci sfugge la priorità da dare al nostro benessere mentale. Le foto di un paesaggio, di un animale colto nel suo movimento, di un fiore appena sbocciato sono solo degli esempi tra i tanti che favoriscono la visualizzazione immaginativa, un’immagine che, a guardarla con attenzione, ci rimanda a qualcosa. L’immaginazione galoppa insieme alle emozioni! Mi ricorda un pò quello che accade nello yoga che, dal punto di vista mentale, fa acquisire la capacità di propriocezione. La regola numero uno però è rilassare corpo e mente ed abbandonarsi del tutto. Questo ci aiuta a scaricare l’ansia e la tensione. Si pensi che l’arte ha il potere di dare sollievo durante la malattia e la convalescenza. Ciò che Marisa invita a fare è allenarsi alla bellezza, capire che è attorno a noi in ogni forma, a coglierla e coltivarla infatti suggerisce ai genitori di avvicinare i bambini alle varie forme d’arte ma anche alla natura, a manipolarla e conoscerla, a condividere con loro i suoni e i colori della vita, scegliere quindi di sviluppare la capacità di osservare ciò che si vede.

Abbandonatevi a questa lettura con la giusta disponibilità mentale, giusto per rimanere in tema. 🙂

A presto,

Martina

Annunci

Fabio Langella – Il tranello dell’amore

A volte perdere qualcuno di caro ti permette di aprire gli occhi, di capire che tutto il resto, tutto ciò che ha potuto ferirti è solo un contorno. Che la vita è troppo breve per essere vissuta in pianti e rimorsi, che tu vali più di tutto e di tutti e che se qualcuno ti lascia andare per qualcun’altro, l’unica risposta che devi dare a te stesso è che quella persona non ha mai capito niente di te.

Cristian è un ragazzo semplicissimo, buono, onesto e pieno di valori. Come molti, purtroppo, si trova a dover affontare la fine di un amore provando una profonda delusione. Comincia a non fidarsi più di niente e di nessuno, ad essere disilluso. A tirarlo su di morale ci pensa cugina, un concentrato di positività ed allegria. La raggiunge in Germania e lì inizia a guardare il mondo con occhi diversi, si gode questo viaggio in pieno e ritrova la serenità perduta. Mi è piaciuto particolarmente il messaggio di speranza che arriva al lettore, l’importanza di riprendere in mano la propria vita nonostante i momenti grigi e le delusioni perchè ognuna di esse ci permette di maturare, di farci tornare il sorriso, più smagliante di prima e, perchè no, anche ad essere più realisti, a costruire giorno per giorno, con dedizione, la nostra vita con un persona accanto senza dover necessariamente credere alle favole. Queste sono le relazioni che durano una vita intera! Mi sembra uno di quei libri adatti a coloro che stanno attraversando un momento difficile per lo stesso motivo e che in questa lettura possono trovare, se non conforto, almeno comprensione. Un pò come quando siamo tristi e sentiamo il bisogno di ascoltare canzoni ancora più tristi e struggenti che rispecchiano il nostro stato d’animo. E’ un romanzo ben scritto, romantico ma non smielato. Non conosco personalmente Fabio ma la sua storia trasuda una grande sensibilità, quella propria delle donne, e se la si trova in un uomo è da apprezzare ancora di più. Acquistatelo, non ve ne pentirete! 🙂

A presto,

Martina

Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito.

La storia di un pianista, Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, è ambientata in un transatlantico.Ancora neonato,Novecento, viene abbandonato sulla nave e viene trovato dal marinaio Danny Boodman.  Danny Boodman si prende cura di lui per otto anni, gli fa da padre fino al giorno della sua morte. Rimanendo così orfano per la seconda volta, Novecento sparisce per qualche giorno finchè trova un pianoforte ed inizia a suonare. Il risultato è stupefacente! Tutti lodano le sue doti innate, suona per tutti i passeggeri che si alternano sulla nave, si parla di lui anche sulla terra ferma ma non vuole scendere. Vuole continuare ad essere il pianista sull’Oceano. Conosce un mondo che, però è filtrato dai passeggeri, per cui non ne ha una vera consapevolezza. Dopo 32 anni a bordo del transatlantico, Novecento, annuncia al suo amico, un trombettista, che vuole scendere dalla nave.
Baricco, in questo piccolissimo monologo che si legge in un’ora, ancora una volta è capace di farci sognare, di incantarci con una storia che è fondamentalmente semplice quanto sicuramente insolita. Unica ambientazione, pochi personaggi, tanto su cui riflettere come ad esempio sull’importanza di prendere delle scelte senza averne paura perchè niente ci immobilizza come la paura di sbagliare. Quante cose evitiamo per paura dell’ignoto e dell’incerto?! E’ questo che trattiene Novecento su quella nave per ben 32 anni, non la mancanza di curiosità!
«Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio.
Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c’entra la pazzia. È genio, quello. E’ geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito. Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto.»
E’ pure poesia! Non ho altre parole, davvero.
A presto,
 Martina

Seta – Alessandro Baricco

Herve Joncour è un negoziante francese di bachi da seta. A causa di un’epidemia è costretto a recarsi in Giappone a comprarne le uova. Lì viene accolto da Hera Kei, nel suo palazzo reale, insieme ad una giovane ragazza che riesce a sedurlo soltanto con lo sguardo che lui non riesce più a dimenticare. Tornato in Francia riceve una lettera dalla giovane che gli confessa il suo amore, i suoi pensieri e l’attrazione fisica che prova nei suoi confronti. Dopo diversi anni, la moglie di Herve si ammala e muore. L’uomo verrà a sapere, in modo particolare e che vorrei foste voi a scoprirlo, che la moglie era a conoscenza di tutto. Di questo “amore” che lui provava per la ragazza. Sarà così che Herve riuscirà a rendersi conto dell’amore con la a maiuscola che lo legava alla moglie e che solo lei è riuscita a farglielo scoprire. Tutto il resto è niente a confronto e non merita importanza. Una moglie che ama e che soffre, che non va via, che si sacrifica, che lotta, che ignora pur di stargli accanto e perde il suo amor proprio. Questo ci insegna che non siamo degni delle fortune che abbiamo se preferiamo comunque cercare altrove! Perdere di vista ciò che è prezioso davvero per lasciarsi ammaliare da qualcosa di inconsistente non ha mai arricchito la vita di nessuno. E’ un libro delicato, magico, sensuale, fatto di parole e sguardi da interpretare, da silenzi che faranno un gran rumore. Il linguaggio è semplice, la trama fragilina ma lo stile di Baricco è inconfondibile. L’ho apprezzato tantissimo anche se, per me, il suo più grande capolavoro, almeno per il momento dato che non li ho ancora letti tutti, rimane Oceano Mare che vi consiglio e straconsiglio da sempre 🙂

A presto,

Martina

Io, te e la dislessia – Mariarosaria Conte

Quando spiegano, poi si avvicinano a me e mi chiedono lentamente due o tre volte se ho capito, ma io non sono studpida, loro hanno capito che io non sono stupida?

E’ un romanzo-testimonianza edito da 13Lab nel 2016. Qui si ripercorre la lunga e sofferente strada che va dalla comprensione e dall’accettazione dei genitori di Veronica del fatto che sia dislessica fino alla lotta con le istituzioni scolastiche e sanitarie affinchè la ragazzina potesse essere messa nelle condizioni di poter esprimere le sue doti. Il momento della diagnosi mette a dura prova la piccola e la madre che non hanno la più pallida idea di cosa sia la dislessia ma comprendono le difficoltà che emergono ogni giorno, che sono molto chiare e che appartengono al grado più grave del disturbo. Il padre riconosce alcune delle difficoltà di Veronica perchè anche lui, seppur in forma più leggera, ha incontrato qualche ostacolo nel suo percorso scolastico e che dopo la diagnosi della figlia, scopre di essere anche lui dislessico. La sua presenza nel romanzo sembra marginale ma il suo intervento arriva sempre al momento giusto, quando c’è da sostenere moralmente la moglie e difendere la diversità di Veronica. Mi è piaciuto particolarmente il desiderio di dare esplicitamente un taglio non manualistico al testo, di concentrarsi oltre che sulla normativa anche e soprattutto alla componente psicologica. Un dislessico ha sicuramente necessità di stumenti compensativi come l’uso della calcolatrice e del pc, la possibilità di svolgere i compiti in classe oralmente, di concentrarsi sul contenuto più che sulla forma, di attività flessibili anche nelle tempistiche ma a questo va aggiunta l’importanza della componente emozionale che accompagna non solo le difficoltà in sè ma anche la possibilità di usufruire in modo efficente di queste strategie compensative. Questo significa considerare anche la depressione, l’ansia, il disinteresse per ciò che richiede impegno, la scarsa autostima, attacchi di panico che accompagnano il ragazzino dislessico nel momento in cui l’insegnante invece di sostenerlo ed esaltare le sue potenzialità lo considera svogliato o addirittura stupido. La dislessia NON è una malattia, non è un handicap poichè ci troviamo dinnanzi ad un quoziente intellettivo non compromesso. Non c’è un rimedio ma con strumenti compensativi e con l’età si riesce a conviverci serenamente. Veronica come, tanti bambini, si trova in confusione se si tratta di ricordare le tabelline, memorizzare sequenze, imparare l’orologio, fare più compiti contemporaneamente come ascoltare l’insegnate e prendere appunti. Mi preme fare un appello ai genitori che per paura di approfondire le difficoltà del figlio preferiscono chiudere gli occhi finchè arriverà il momento di doverli riaprire e lì sarà troppo tardi perchè gli insuccessi scolastici e personali saranno troppo grandi, la mortificazione e la frustrazione si trasformeranno in un disturbo emotivo difficile da scardinare perchè spesso si somatizza. Ed è proprio quello che succede a Veronica, che, dopo tanti fallimenti riesce, con l’aiuto della famiglia e delle professionisti adeguati, a superare le sue ansie, ad accettare ciò che è e quanto vale! Il senso del romanzo è tutto qui! Genitori, un intervento precoce è assolutamente efficace, riduce e contiene le difficoltà e farà sentire il proprio figlio capace, intelligente e dotato seppur con le sue particolarità!

A presto,

Martina

Clochard – Luca Poli

Buon primo lunedì di ottobre cari lettori! Questa mattina voglio parlarvi del primo romanzo di Luca Poli “Clochard” edito da Istos edizioni, piccola casa editrice pisana. E’ un romanzo appassionante capace di prenderti già dalle prime righe. L’avvocato Domenico Baroni conduce la sua vita insieme alla moglie e ai due figli, una vita fatta di agi. L’improvvisa scomparsa del figlio farà piombare nella loro vita la presenza di Gianluca Sentimenti, un investigatore che, seguendo il caso, finisce per sedurre la moglie di Domenico rovinando così, in pochissimo tempo, il suo matrimonio. Il piccolo Nicholas tornerà a casa ma la passione dei due amanti non si placherà. Domenico sarà vittima di una vendetta e, da un giorno all’altro, perderà tutto. Perderà sua moglie, i suoi figli, il suo lavoro, la sua casa e sarà costretto a vivere in strada, a toccare con mano un mondo che ha sempre ignorato perchè parallelo al suo, fatto di benessere e ricchezza. Capirà che per sopravvivere, giorno per giorno, dovrà adattarsi, rovistare tra i rifiuti per mettere qualcosa sotto i denti, cercarsi un riparo dalle intemperie. Perderà ogni sicurezza, i suoi punti di riferimento a livello affettivo, subirà ingenti perdite materiali ma non si perderà d’animo nonostante parecchi momenti di sconforto e la difficoltà ad accettare la sua nuova vita. In strada troverà degli amici pronti ad aiutarlo e conoscerà il valore dell’altruismo. Ovviamente non vi dirò come andrà a finire il romanzo, sicuramente per me è stato un finale inaspettato! Però mi preme soffermarmi sul significato:ognuno di noi non dovrebbe mai perdere il contatto con la realtà e questo significa avere la consapevolezza realistica che tutto può cambiare improvvisamente e che un evento improvviso può costringerci a rivedere tutto, un momento di crisi che però non può farci sprofondare ma motivarci a rimboccarsi le maniche e riadattarsi ad una nuova condizione, guardare di questa i lati positivi e rimodellare la propria vita. Io vi consiglio di leggerlo, di cogliere questa grande lezione di vita che spesso ignoriamo. Sono sicura che lo apprezzerete e che lo divorerete come ho fatto io. Ha di gran lunga superato le mie aspettative! 🙂

A presto.

Martina

Blog su WordPress.com.

Su ↑