Le persone sensibili hanno una marcia in più – Rolf Sellin

Mi accinsi a questa lettura non per trovare delle risposte illuminanti, sia chiaro, ma perlomeno per comprendere certi aspetti del mio carattere, le radici della mia estrema sensibilità che, onestamente, non ho mai considerato vantaggiosa in nessun campo. Questa predisposizione a sentire tutto e troppo intensamente mi porta a vivere qualsiasi situazione con eccessivo pathos, con un coinvolgimento emotivo che, ho sempre pensato, avrei potuto evitarmi! Ma come? Beh, io dubito si possano cambiare certi aspetti del nostro modo di essere ma probabilmente c’è sempre qualcosa di buono da prendere. Ed è essenzialmente questo che Sellin ci insegna egregiamente. Di sicuro l’ambiente in cui siamo nati e cresciuti influenza ciò che siamo e che diventeremo per cui se i nostri genitori sono ipersensibili cresceremo certamente con questa modalità di affrontare la vita allora l’ipersensibilità ha radici genetiche e sociali. Da ipersensibile quale sono, riesco ad interpretare, in modo troppo intenso, lo sguardo ed in generale la comunicazione non verbale della gente e questo influenza anche l’immagine che ho di me, tutto ciò è assolutamente errato!! Come dice Rolf, gli ipersensibili sentono anche ciò che gli altri non dicono, si lasciano travolgere, sentono cosa ci si aspetta da loro. Tipico degli ipersensibili è un conflitto interiore che da una parte li porta a chiedere troppo da sè stessi e dall’altra troppo poco risparmiandosi la fatica di dare il massimo. Ciò che dimentichiamo è di porre l’attenzione verso l’interno, sulle sensazioni del nostro corpo, di fare ciò che ci dice indipendentemente da tutto. Bisogna smettere di risentire eccessivamente degli stimoli esterni, imparando a porre dei confini più chiari tra sé e il mondo. La sensibilità è un dono prezioso, è la delicatezza con cui si sta al mondo, è godere delle piccole cose, è gentilezza, è emotività, è empatia, è esserci ma è anche saper dire di “no”, mettere più al centro sè stessi, è non farsi mettere i piedi in testa dando l’impressione di essere deboli, non è debolezza. Prima di leggere questo libro ho iniziato un percorso interiore che ha come protagonista semplicemente ME, una me che non ha più voglia di sentirsi continuamente giudicata anche da giudizi che non sono reali ma che esistono solo nella sua testa. Ha soltanto voglia di fare e fare arrivare ciò che è e che sa fare. Questo mi ha dato delle piccole ma significative soddisfazioni che ho intenzione di non ignorare e che mi fanno capire di essere sulla strada giusta. Sellin mi è stato di aiuto, mi ha fatto prendere consapevolezza di ciò che sono e soprattutto di non essere da sola al mondo, mi ha fatto sentire meno diversa e meno “strana”. E’ una lettura che consiglio e che sicuramente prenderò in versione cartacea, perchè si sa, gli ipersensibili sono anche insicuri ed ogni tanto una ripassata vorrei dargliela! 😀

E’ ben scritto, chiaro e lineare. Ci sono dei test molto utili per testare la vostra indole.

A presto,

Martina