Ho voglia di innamorarmi – Cassandra Rocca

«Ci pensi?», chiese Heaven, piano, gli occhi puntati al cielo. «Ogni anno migliaia di persone stanno con il naso all’insù e gli occhi pieni di meraviglia a esprimere desideri ai detriti di una cometa. Mesi e mesi a sperare di vedere le stelle cadenti per poi scoprire che sono solo spazzatura, gli scarti di qualcosa di molto più bello».

«Non sono i suoi scarti, fanno parte di lei», ribatté David. «Ed è questo che intendevo prima: ogni cosa è speciale, a modo suo. Una cometa è senz’altro una cosa meravigliosa, ma noi ogni anno stiamo con il naso in su ad aspettare la sua polvere. E ogni volta che ne vediamo un granello ci sembra di aver visto qualcosa di magico».

 «Se vogliamo vederla in quest’ottica, siamo tutti stelle cadenti: piccole parti di qualcosa di più grande, ma comunque degni di essere visti». Commossa, Heaven ruotò il palmo della mano per intrecciare le dita a quelle di David, che ricambiò la stretta con forza.  

Nei miei programmi c’era quello di recensirvi questo romanzo prima di San Valentino perchè mi sembrava il momento perfetto per poter parlare di questo romanzo d’amore ma purtroppo non ci sono riuscita.

Da quando ha lasciato casa e famiglia per trasferirsi a Los Angeles, Heaven Taylor ha un solo desiderio: trovare la propria strada e sentirsi una donna e soprattutto una giornalista realizzata. Ma la concorrenza è agguerrita e non è facile tenersi il posto neppure in un giornale di gossip. Per riuscirci dovrà ottenere lo scoop del momento. Decisa a farcela, Heaven si mette sulle tracce dei due a bordo di uno yacht, incurante delle nefaste previsioni del tempo che annunciano una terribile tempesta in arrivo proprio da quelle parti. Dopo varie peripezie, e proprio mentre sembra aver ottenuto le foto tanto agognate, il fortunale si abbatte sulla costa e la povera Heaven cade nell’oceano, vanificando i suoi sogni di gloria e trovandosi a rischio di vita. A salvarla da annegamento certo è David Cooper, che sopraggiunge su una barca bianca come un principe sul suo baldo destriero.

E’ una favola d’amore che non comincia esattamente così, Heaven e David si sono incontrati per la prima volta 4 anni addietro in un locale. Lei, molto carina ma anche molto frenata per paura di deludere il padre, è paranoica e timorosa. David è uno spirito libero, ha sofferto per amore e adesso si nasconde in un finto cinismo. Il loro rapportarsi non è facile per queste differenze caratteriali e saranno vittime di inganni e incomprensioni, proprio per questo trascorreranno 4 anni senza avere notizie l’uno dell’altra. Lui continua ad essere freddo e cinico, lei, invece trova il coraggio di inseguire i suoi sogni e di allontanarsi da certi stereotipi inculcatele dal padre. Le loro strade si incrociano nuovamente e adesso sta a loro decidere cos’è davvero importante. Provare a fidarsi o vivere di paure?

E’ un romanzo scorrevolissimo, si rimane attaccate al libro finchè non si finisce. Sarà che io sono molto romantica. Mi piace abbandonarmi a questo genere dopo aver letto dei libri importanti o pesanti per svariati motivi 🙂  Beh, se siete delle romanticone non potete che leggerlo!

A presto,

Martina

Sulla sedia sbagliata – Sara Rattaro

“Dietro un cuore colpevole ce n’è sempre almeno un altro che di quella colpa si trascina dietro la vergogna”.

Come vi dicevo, tra novembre e dicembre ho attraversato un periodo di “blocco del lettore” per mancanza di tempo e voglia di leggere viste le letture non entusiasmanti a cui mi sono dedicata. Poi ho iniziato a dare una scossa a gennaio scegliendo delle letture che sicuramente mi avrebbero soddisfatta. Tra queste c’è “Sulla sedia sbagliata” di Sara Rattaro. Chi mi segue da tempo conosce la mia profonda ammirazione nei suoi confronti, riesce sempre a prendermi emotivamente e trascinarmi nei suoi romanzi. E’ il quarto che leggo e anche stavolta mi ha lasciata senza parole. Anche qui si affronta un tema molto, molto delicato. C’è una vittima, un carnefice, la madre della vittima, quella del carnefice ed un efferato omicidio che è stato compiuto. Uno di quelli che, purtroppo, sentiamo ormai quotidianamente nei tg. Sono convinta che quando si diventa madre l’augurio più grande è quello di veder crescere i propri figli felicemente, fare tutto il possibile per educarli al meglio, crescere dei figli di cui poter essere orgogliosi. Se questi saranno devianti,  però, ci si interroga sulla propria capacità genitoriale. Ci si chiede quale distrazione o errore ci sia stato perchè si arrivasse a qualcosa di irrimediabile. Sara viviseziona i sentimenti, le emozioni, i gesti delle due madri che soffrono indipendentemente dalla loro posizione, sia da vittime che da carnefici. Francesca e Teresa. Due madri che in tribunale siedono su una sedia scomoda e stretta, in cui le loro sofferenze si intrecciano. La linea di separazione è davvero molto, molto, molto sottile per quanto possa essere difficile pensarlo, si , perchè si pensa che solo le famiglie vittime abbiano il diritto di soffrire di più. Ma chi pensa davvero a quelle famiglie costrette ad accettare che il proprio figlio è un assassino?!

Il focus è proprio l’amore incondizionato delle madri in quanto tali, delle responsabilità di cui si fanno carico nel bene e, soprattuto, nel male. Lo stile di Sara è sempre inconfondibile, è delicato anche nella descrizione della crudeltà, non è mai smielato, arriva dritto al cuore.

A presto,

Martina

Il diario di Anne Frank

Per tutti quelli che hanno paura, si sentono soli o infelici, il sistema migliore è certamente uscire, andare in un posto in cui si è completamente soli, soli col cielo, con la natura e con Dio. Perchè soltanto allora, solo allora si avverte che tutto è come deve essere e che Dio vuole che gli uomini siano felici nella natura semplice, ma bella. Finchè esiste questo, ed esisterà sempre, so che in qualsiasi circostanza può esserci consolazione. E sono fermamente convinta che la natura può cancellare molte miserie.

Non starò qui a raccontarvi di cosa si parla perchè mi sembrerebbe stupido e banale ma mi piacerebbe potervi dire cosa ne penso di questo diario andando dritta al sodo senza dilungarmi troppo perchè non ha bisogno di troppe presentazioni. Anzi, sono decisamente in ritardo con questa lettura rimandata per troppo tempo. Anne trova un rifugio in questo diario per poter affrontare meglio la solitudine che prova fingendo di avere degli amici a cui poter raccontare cosa le sta succedendo, cominciando dai cambiamenti psicofisici tipici dell’adolescenza. Questo fa sì che il diario non sia propriamente, come spesso ho sentito dire, una testimonianza storica degli orrori della persecuzione nazista poichè il tutto non è documentato ma filtrato dagli occhi di una ragazzina che a sua volta vive la sua vita in quel contesto, storia pubblica e privata non fanno altro che intrecciarsi ed influenzarsi a vicenda. Un documento storico ma anche personale. Anne infatti ci parla, ad esempio, di sessualità, del primo ciclo mestruale, del rapporto con la madre, la mancanza di uguaglianza tra uomini e donne, lo strano legame con la sorella da cui si sente molto diversa. Anne è una ragazzina vivace, schietta, a volte timida, coraggiosa. Nonostante tutto ha fiducia nel futuro, nella bontà dell’animo umano perchè sente che tutto quello che vive finirà lasciando spazio alla pace. Sogna di diventare giornalista e scrittrice, riesce ancora a sognare. La scrittura per lei è un modo di evadere, si sbarazza della tristezza e le dà sollievo.

Mi ha colpita la frase conclusiva : SOIT GENTILE ET TIENS COURAGE! – Sii gentile e abbi coraggio! Come si fa ad augurarsi una cosa del genere dopo gli orrori che hai visto??? Come si fa a pensare che un giorno tutto andrà bene??! La speranza è sempre presente, fino alla fine.

Una sola cosa mi ha lasciata perplessa: il suo modo di pensare, di esprimere i suoi pensieri non si addicono ad una ragazzina della sua età. Aldilà della sua buona capacità di scrittura, mi chiedo come fossero possibili dei ragionamenti così complessi.

Voi che ne pensate?

A presto,

Martina