Sulla sedia sbagliata – Sara Rattaro

“Dietro un cuore colpevole ce n’è sempre almeno un altro che di quella colpa si trascina dietro la vergogna”.

Come vi dicevo, tra novembre e dicembre ho attraversato un periodo di “blocco del lettore” per mancanza di tempo e voglia di leggere viste le letture non entusiasmanti a cui mi sono dedicata. Poi ho iniziato a dare una scossa a gennaio scegliendo delle letture che sicuramente mi avrebbero soddisfatta. Tra queste c’è “Sulla sedia sbagliata” di Sara Rattaro. Chi mi segue da tempo conosce la mia profonda ammirazione nei suoi confronti, riesce sempre a prendermi emotivamente e trascinarmi nei suoi romanzi. E’ il quarto che leggo e anche stavolta mi ha lasciata senza parole. Anche qui si affronta un tema molto, molto delicato. C’è una vittima, un carnefice, la madre della vittima, quella del carnefice ed un efferato omicidio che è stato compiuto. Uno di quelli che, purtroppo, sentiamo ormai quotidianamente nei tg. Sono convinta che quando si diventa madre l’augurio più grande è quello di veder crescere i propri figli felicemente, fare tutto il possibile per educarli al meglio, crescere dei figli di cui poter essere orgogliosi. Se questi saranno devianti,  però, ci si interroga sulla propria capacità genitoriale. Ci si chiede quale distrazione o errore ci sia stato perchè si arrivasse a qualcosa di irrimediabile. Sara viviseziona i sentimenti, le emozioni, i gesti delle due madri che soffrono indipendentemente dalla loro posizione, sia da vittime che da carnefici. Francesca e Teresa. Due madri che in tribunale siedono su una sedia scomoda e stretta, in cui le loro sofferenze si intrecciano. La linea di separazione è davvero molto, molto, molto sottile per quanto possa essere difficile pensarlo, si , perchè si pensa che solo le famiglie vittime abbiano il diritto di soffrire di più. Ma chi pensa davvero a quelle famiglie costrette ad accettare che il proprio figlio è un assassino?!

Il focus è proprio l’amore incondizionato delle madri in quanto tali, delle responsabilità di cui si fanno carico nel bene e, soprattuto, nel male. Lo stile di Sara è sempre inconfondibile, è delicato anche nella descrizione della crudeltà, non è mai smielato, arriva dritto al cuore.

A presto,

Martina

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