La ragazza del treno – Paula Hawkins

Ho appoggiato la testa al finestrino e vedo sfilare il retro degli edifici, come se fosse il piano sequenza di un film. E’ una prospettiva unica, ignota persino agli stessi abitanti di quelle case. (…) Ho l’opportunità di sbirciare nella vita di quegli sconosciuti. C’è un che di rassicurante nel vederli sani e salvi tra le mura domestiche.

Rachel è una donna che non ha voglia e coraggio di guardarsi dentro perchè questo comporta il dovere di affrontare il presente con tutte le sue difficoltà. Tutto ciò la porta ad osservare, nei suoi quotidiani viaggi a Londra, le vite degli altri. Fantastica, immagina, ipnotizzata dai dettagli. La sua attenta osservazione le fa vedere ciò che, forse, non avrebbe dovuto. Nella ricerca di una spiegazione a ciò che ha visto si trova costretta ad andare a fondo e scavare dolorosamente nei suoi ricordi. Emergono, così, le sue ossessioni, paure, fragilità e delusioni che l’hanno portata ad abbandonarsi completamente come donna e come moglie cedendo al vizio dell’alcool. Rachel rimane sola, non ha più nulla per cui valga la pena lottare, ha perso tutto. La descrizione psicologica dei personaggi è molto precisa e dettagliata, i loro punti di vista avvalorano una volta un pensiero, altre volte un altro confondendo il lettore finchè si arriva ad una evidente verità, cruda e dolorosa. Totalmente scioccante.

Ho apprezzato tantissimo il modo incalzante di condurre la narrazione, un modo che mi ha trasmesso angoscia perchè il dolore di Rachel è vivido e allo stesso tempo silente. Mi ha messo tanta tristezza perchè di storie così ne sento anche troppe nei tg e quindi nella vita reale. Inoltre il messaggio che Paula vuole inviare al lettore arriva forte e chiaro: niente è mai come sembra, l’apparenza inganna sempre e la perfezione non esiste. Faremmo bene ad evitare di giudicare le persone e la loro vita solo dalla copertina, solo da quello che loro ci permettono di vedere. C’è sempre molto altro.

Davvero una bella lettura, coinvolgente ed intrigante!

A presto,

Martina

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Non volare via – Sara Rattaro

Non è quello che accade a essere importante ma quello che sarai in grado di fare dopo e quanto questo ti sarà utile per diventare grande, perché ogni tua più solida sicurezza ha trovato sempre inizio da un dolore, una mancanza o un brutale errore

Quando mi metto in testa una cosa, quella deve essere! Ho sempre detto che avrei voluto leggere tutti i romanzi di Sara ed è quello che sto facendo piano piano. Per me è assolutamente una garanzia, una certezza di trascorrere delle ore di lettura piacevolissime, intense ed emozionanti. Anche “Non volare via” affronta un tema abbastanza delicato, quello della disabilità. Alberto e Sandra hanno due figli, Alice e Matteo. Matteo è un bambino audioleso. L’intera famiglia trova in lui il suo fulcro a partire dal giorno della diagnosi. Sandra e Alice non si danno per vinte, credono che Matteo, con il giusto supporto, possa trascorrere una vita più normale possibile. Imparano il linguaggio dei segni, lo accompagnano nelle lunghe sedute dal logopedista ed in particolare Alice trascorre moltissimo tempo con il fratellino cercando di aiutarlo a trovare la sua modalità di espressione, gli insegna moltissime cose tra cui il gioco degli scacchi di cui diventerà bravissimo riuscendo a sfruttare la concentrazione che gli permette soltanto il silenzio. Alberto, per quanto ci provi, non riesce ad accettare il peso della situazione all’interno di un matrimonio già abbastanza debole infatti trova sollievo solo tra le braccia del suo primo amore, quello adolescenziale che non ha mai dimenticato, Camilla.

Dopo anni di lettura ti ritrovi inevitabilmente a non sorbire le vicende che costituiscono la trama cosi come sono perchè con assoluta naturalezza arrivi a fare un identikit preciso delle personalità dei personaggi e ti chiedi il motivo dei loro comportamenti ed è quello che mi piace sottolineare nelle mie recensioni. Sandra è una donna che si annulla completamente per amore del figlio e non la biasimo neanche, anzi la comprendo perfettamente ma questo le ha impedito di prendersi cura di sè come persona e del suo matrimonio e questo accade spesso quando arriva un figlio in famiglia, a maggior ragione se diversamente abile. Alberto mente a sè stesso dal momento in cui decide di legarsi a Sandra poichè sa benissimo di avere nel cuore da sempre un’altra donna ma porta avanti questo matrimonio perchè in fondo ama Sandra a suo modo e adora i suoi figli. Ma queste incerte basi non gli permettono di far fronte alla disabilità di Matteo. Camilla, partita giovanissima per rincorrere il sogno di diventare una famosa ballerina, lascia Alberto molti anni addietro non curandosi dei suoi sentimenti. Adesso il suo desiderio è riprenderselo perchè non le rimane più nulla.

Non vi dico altro ma vi invito a leggere questo romanzo se non l’avete ancora fatto perchè ne vale assolutamente la pena, perchè Sara sa sempre come toccarvi il cuore con delicatezza.

A presto,

Martina