Fuori piove, dentro pure. Passo a prenderti? – Antonio Dikele Distefano

C’è una storia d’amore importante, durata un anno e osteggiata da tutti, il primo grande amore e la sua fine. Perché Antonio è nero e per i genitori di lei il ragazzo sbagliato. E poi c’è la famiglia di Antonio, gli amici, la scuola e altri attimi del cuore. Ci sono incontri, amori, momenti che fanno crescere, istanti indimenticabili. “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?” è la vita di un ragazzo raccontata di getto, inseguendo le emozioni, passando da un’immagine all’altra. Pagine cariche di sentimento, frasi che colpiscono il cuore e destinate a essere scritte e riscritte. Un racconto fatto di momenti singoli, come singole canzoni, che insieme fanno la playlist di una vita.

R e c e n s i o n e

A detta di molti è stato un caso editoriale per cui avevo delle grandi aspettative che in pochissimo tempo sono state deluse. Mi spiace sempre bocciare un libro ma recensire significa anche questo ed essere una lettrice accanita non significa farsi andare bene tutto purchè si legga. Veniamo a noi. Voglio iniziare con gli aspetti positivi di questo romanzo (?). L’argomento trattato è molto delicato, personale e autobiografico. Antonio ha raccontato fatti successi realmente a lui e alla sua famiglia, parla di un razzismo che ancora non si riesce a combattere fino in fondo. Questo è l’aspetto che ho amato di questo libro. A parte questo, non c’è una trama, sono pensieri ed emozioni scritte di getto (o questo è quello che si vuol far credere al lettore) di un giovane ragazzo che soffre perchè viene ingiustificatamente giudicato solo per il colore della sua pelle e per un amore ostacolato da troppi pregiudizi. Io questo lo comprendo e lo apprezzo, sono pienamente d’accordo ma contesto il modo in cui tutto ciò viene esposto. Sono frasi che hanno come unico obiettivo quello di stupire il lettore ma io credo, forse con un pizzico di cattiveria, che riescano a stupire solo gli adolescenti in preda alle prime sofferenze d’amore. Un pò come me quando leggevo Fabio Volo, Massimo Bisotti o Federico Moccia. Insomma, non è una lettura che consiglio, sicuramente gradevole se consideriamo anche il tema trattato ma, in linea di massima, non lo consiglio.

Fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne pensate!

A presto,

Martina

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