Il linguaggio segreto dei neonati – Tracy Hogg

Il primo consiglio che do – e che continuo a dare – ai neogenitori è di calmarsi. Ci vuole tempo per conoscere il proprio bambino. Ci vogliono pazienza e un’atmosfera tranquilla. Ci vogliono forza e resistenza. Ci vogliono rispetto e gentilezza. Ci vogliono responsabilità e disciplina. Ci vogliono attenzione e capacità di osservazione. Ci vogliono tempo e pratica. Occorre sbagliare molto. prima di far bene. E bisogna ascoltare il proprio intuito.

Prima della nascita della mia piccolina desideravo terminare tutti i libri che ho acquistato in questi mesi sulla gravidanza e devo dire che ci sono riuscita per un pelo! Ero curiosissima di iniziare questa lettura che, effettivamente, ha soddisfatto le mie aspettative. Tracy Hogg non scrive con l’intenzione di divulgare un sapere scientifico quanto essere di supporto a neogenitori, spaventati, con consigli pratici ma senza troppa rigidità. Ci dice forse qualcosa di scontato ma che in realtà a volte ignoriamo. Il nostro bambino è una persona prima di ogni cosa ed in quanto tale esige rispetto e la necessità di parlare con lui per avere idea di cosa gli aspetterà per creare una vera e propria routine in cui sentirsi rassicurato. L’idea è quella di programmare la giornata ma riuscendo ad essere allo stesso tempo anche flessibili. Programmare significa sapere cosa verrà dopo e questo rassicura genitori e bambini. Tracy ci da consigli sul linguaggio dei neonati, sulla gestione del ritorno a casa, sull’allattamento, sui massaggi infantili, sullo svezzamento, sull’importanza di trovare del tempo per sè e per la coppia, su come gestire le notti insonni. Tracy ci parla del metodo E.A.S.Y, un acronimo costituito da quattro fasi: mangiare (eat) , fare attività (activity), dormire (sleep) e, infine, il tempo per voi (you). Questo creerà una routine senza tralasciare nulla e senza farsi prendere dall’ansia su cosa fare e quando ma la regola principale è quella di DARSI TEMPO. Darsi tempo significa avere pazienza, non pensare che ogni giorno possa essere uguale al precedente, che programmare significa non vivere nel caos ma neanche nella rigidità, non ascoltare le esperienze degli altri altri perchè ogni bambino è unico e solo voi conoscete il vostro., significa che le cose cambiano nel tempo e bisogna stare al passo senza farsi influenzare troppo da come si procedeva anni addietro, significa farsi guidare dal buon senso, non sentirsi incapace.

Questo libro mi ha dato tanta positività, lo andrò sicuramente a recuperare nei momenti di sconforto.

A presto,

Martina

 

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