Non chiedermi mai perchè – Lucrezia Scali

“Il dolore è l’unica cosa che non si può sommare. Quando c’è, c’è e basta.”

È la vigilia di Natale e Ottavia si gode uno dei periodi dell’anno che preferisce. Anche suo figlio è al settimo cielo: col nasino all’insù osserva i fiocchi di neve che imbiancano i tetti delle case. I biscotti allo zenzero sono ancora caldi, riempiono del loro profumo l’auto carica di regali, una musica allegra accompagna Ottavia, Mattia e Stefano mentre si mettono in viaggio verso la casa dei nonni. Quasi abbagliati dalla felicità, si accorgono troppo tardi della macchina davanti a loro… Ottavia si sveglia in un letto d’ospedale e capisce subito che qualcosa è cambiato: lo vede negli occhi e nella voce della madre, negli sguardi dei medici. Fuori continua a nevicare, come se la soffice coltre bianca volesse coprire ogni cosa, ma il ricordo di Mattia e Stefano è e sara troppo vivo per potere essere dimenticato… È possibile trovare il modo per non annegare nel dolore? Si può trovare la forza, dopo aver toccato il fondo, per riscrivere il proprio destino?

R e c e n s i o n e

Ho cominciato questo libro a scatola chiusa, come mi succede spesso e soprattutto con gli autori di cui ho già letto qualcosa. Bene, ero incinta al nono mese e la storia mi incuriosiva tanto quanto mi rattristava. Mi trovavo a leggere della vita di una mamma ed una moglie che ha perso tutto ció che aveva di piú caro al mondo e come si fa a non sentirsi angosciati quando tu stai, e non vedi l’ora, di mettere al mondo un esserino?! Allora decisi di abbandonarlo per qualche tempo, giusto per riprendermi un attimo emotivamente e fisicamente. Quando lo ripresi ero sicura di poterlo affrontare con più leggerezza ed invece mi ritrovai a commuovermi spesso, a mettermi nei panni di Ottavia per quanto possibile e forse, solo adesso, avrei potuto farlo davvero. Solo adesso che ero diventata mamma. Ottavia è una donna eccezionale, ha attraversato le varie fasi dell’elaborazione del lutto con estrema dignità. Ha provato rabbia, paura e sconforto, si è abbandonata alla rassegnazione per rinascere. Lucrezia, anche in questo caso, riesce a farti arrivare le emozioni dei personaggi chiare e forti, intense nella loro complessità. Il dolore provato da Ottavia non è facile da comprendere nè tantomeno da spiegare, non si cercano colpevoli nè soluzioni, solo il modo per far proprio questo dolore, per poterlo assorbire, poi svicerare, confluire in qualcosa di costruttivo per la rinascita. Scenderá qualche lacrima, rimarrete spiazzati dal finale. Metto un punto e lascio a voi la scelta di leggere questo libro.

Spero di non essermi dilungata troppo e spero di avervi trasmesso anche questa volta almeno un pizzico della passione che provo nei confronti della lettura e di quanto sia fondamentale nella mia vita.

A presto

Martina

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